Dalle Foto si Possono Rubare le Impronte Digitali di una Persona

impronte digitali rubate da fotografie

Una nuova forma di paranoia sta colpendo in questo inizio 2017 il Giappone. Un articolo pubblicato dal giornale Sankei Shimbum avverte che facendosi fotografare con la classica V, si apre la porta a qualsiasi vero malintenzionato di rubare le nostre impronte digitali. E la relazione è arrivata dal NII, che con una serie di test avrebbe dimostrato che la tecnologia è già largamente diffusa.

Le impronte digitali stanno diventando sempre di più un mezzo di massa per connettersi con la propria identità.

Non solo usati da personalità importanti, ormai tutte le persone sugli smartphone, su alcuni computer, e  su molti altri dispositivi, ne faranno sempre più uso.

Progredendo di questo passo, si può dire che le impronti digitali diventeranno un po’ la chiave della nostra identità. Come avere una chiave per entrare in casa nostra.

Furto Impronte Digitali da Fotografie

Ebbene, l’Istituto Nazionale di Informatica (NII) del Giappone, ha cominciato a dare l’allarme in tal senso.

Forse dovuto anche al fatto che in Giappone è molto facile vedere fotografie e selfie con la classica V di Vittoria.

Il problema fondamentale è che con una qualsiasi fotografia ad alta risoluzione si possono ottenere delle copie perfette delle nostre impronte digitali. Usando anche gli smartphone.

Alcuni hanno fatto dei test con degli smartphone da pochi metri e non hanno ricevuto risultati soddisfacenti. Ma abbiamo appena visto software come Google RAISR che sono in grado di recuperare le informazioni anche da più basse risoluzione. Usando l’intelligenza artificiale!

Questo potrebbe lanciare un po’ di paranoia, soprattutto in società che hanno paura un po’ di tutto.

In realtà, non è poi così semplice. Poiché non basta acquisire la foto delle impronte, ma bisogna poi avere la tecnologia per riprodurle tali da poter essere utilizzate nei vari dispositivi. E quest’ultimo passo richiede una tecnologia non da poco.

Vero però è, che una serie di aziende stanno a quanto pare già correndo al riparo. Inventando nuovi meccanismi per rendere la vita più difficile ai ladri d’impronte. Tra questi, è possibile che nel prossimo futuro verrà presa in considerazione anche la pulsazione del dito, e la pressione, e non solo l’impronta in sé, per poter sbloccare i dispositivi.

Ancora più vero è che la tecnologia, e la risoluzione delle fotografie, sta aumentando vertiginosamente. E non solo per i dispositivi più costosi, ma in realtà per semplici prodotti che tutti usano ogni giorno.

Continueranno le persone a scattarsi i selfie con la V, od a breve avranno paura di farsi rubare le impronte?

foto credit: Matthew Kenwrick licenza creative commons 2.0 su Flickr

Sull’Autore

Davide Roccato

Blogger, scrittore, iPhotographer. Fondatore di Italianeography, appassionato di arte e nuove tecnologie. Puoi seguirmi su facebook, linkedIn ed INSTAGRAM: @davideroccato.

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