L’intervista. Sara Simeoni

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Anche questa settimana “Artisti e fotografi” ha il piacere di ospitare una nuova iPhoneographer, Sara Simeoni. Legata e attenta ai colori che la circondano.

Buongiorno Sara, presentati a tutto il popolo di Italianeography

Ciao a tutti! Mi chiamo Sara Simeoni (ma niente a che vedere con la famosa atleta…che diventò famosa quando avevo già circa sei anni, perciò l’omonimia è puramente casuale) e su instagram sono pattyforever: Patty è il nome della mia cagnolina, che è sempre con me, anche quando scatto la maggior parte delle foto. Si può dire che in realtà la mia passione siano i cani, infatti oltre al mio lavoro principale svolgo anche l’attività di educatore cinofilo. Mi piace molto stare in mezzo alla natura, passeggiare ascoltandone i suoni e osservandone le meraviglie; in questo modo mi rilasso e mi rigenero. Per entrambi i miei lavori devo rapportarmi in continuazione con le persone, perciò passeggiare e fare foto sono dei momenti, di distrazione e introspezione allo stesso tempo, per me molto importanti.

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Le tue foto sono particolarmente colorate, vivaci. Scatti seguendo il cuore o hai un progetto personale legato al colore?

Direi che prevalentemente cerco di fissare in uno scatto la sensazione che un soggetto o una situazione mi trasmettono, se queste sono in sintonia con il mio stato d’animo. Il colore è per me assolutamente necessario, nelle foto come nella vita, perchè serve a illuminare e a bilanciarne la inevitabile cupezza. Se noti infatti oltre al colore spesso nelle mie foto ci sono anche zone oscure. Direi quindi che seguo prevalentemente il cuore.
Scatto soprattutto con Hipstamatic, un’applicazione che permette di ottenere un gran numero di combinazioni e di effetti, e per questo a volte un po’ difficile da domare. Bisogna fare molte prove e quindi molti scatti in base alla luce, ai soggetti, a quello che si vuole ottenere, e la cosa mi diverte sempre.
A volte applico le lenti Olloclip macro: anche se ci vuole pazienza, è un genere che mi piace molto.

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Evito il più possibile di ricorrere all’editing, e se lo faccio non deve essere pesante. So che avere uno stile molto omogeneo e facilmente riconoscibile sarebbe più produttivo per avere un seguito di followers costanti e partecipi, ma l’idea mi fa sentire un po’ ingabbiata, al momento preferisco sperimentare in più direzioni.
In genere accompagno le foto con didascalie le più brevi e condensate possibile, o citazioni di autori che mi piacciono, per enfatizzare la sensazione trasmessa dalla foto o per dare uno spunto di riflessione in più. Amo leggere e scrivere ma non ritengo che instagram sia il luogo più adatto, penso che la foto debba già parlare abbastanza da sola, ma questa ovviamente è solo una mia opinione.
Da un paio di mesi inoltre mi sono regalata una Olympus omd em5, che sta ampliando per me sia orizzonti che necessità di continuo apprendimento. Sono contenta di avere scelto una mirrorless micro quattro terzi invece di una reflex, (la mia in particolare può dare risultati di qualità sorprendente), per molti motivi, tra cui il peso, per me direi fondamentale, perchè le mie mani si stancano facilmente soprattutto quando mi dedico alle macro, col rischio del mosso sempre in agguato, ulteriormente minimizzato dal fatto che attualmente è l’unica macchina stabilizzata su cinque assi.

Come e quando è nata tutta questa passione per l’iphoneography?

E’ nata nel momento stesso in cui ho comprato l’iphone, un anno e mezzo fa circa, perchè mi permetteva di scattare una foto nel momento stesso in cui ne avevo voglia, e sperimentare le varie applicazioni aveva destato subito il mio interesse. Quando mi sono affacciata su Instagram, un anno fa (per puro caso perchè cercavo semplicemente nuovi filtri), avevo delle nozioni molto scarne sulla fotografia. Ma è un medium che mi ha sempre affascinata e colpita per l’immmediatezza e la trasversalità nella fruizione per cui la comprensione di un messaggio, oltre alla valenza artistica, è pressochè istantanea. Le persone in possesso di tecnica e talento sono in grado di sfruttare quello che può essere un limite, cioè il fatto di essere monodimensionale ed immobile.
E’ sempre stato un hobby che avrei voluto utilizzare per esprimermi, forse perchè sono una persona molto visiva ed amo il cinema, con il quale la fotografia è in contatto reciproco. Però per varie ragioni di priorità era un hobby rimasto nel cassetto, ed Instagram mi ha dato lo stimolo per aprirlo..!

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Secondo te, cosa si potrebbe fare per promuovere ancora di più questo stupendo movimento, quali iniziative si potrebbero lanciare?

La notorietà di Instagram si diffonde già molto velocemente…Potrebbe essere utile in un certo senso favorire la possibilità di spostamento reale e non solo virtuale, per visitare e fotografare posti nuovi. Magari usufruendo di agevolazioni rappresentate da sconti per mezzi pubblici, ingressi a mostre e simili; ma anche da parte ad esempio di catene di negozi di materiale fotografico, visto che molti iphoneographer decidono di comprare macchine fotografiche e attrezzatura varia per approfondire questa passione.. Le aziende poi potrebbero comunicarlo esponendo il logo di instagram, che incuriosirebbe i non utenti i quali potrebbero decidere di farvi parte. Ma non me ne intendo molto di co-marketing, bisognerebbe chiedere a qualche esperto..!

Grazie per essere stata con noi ed averci fatto conoscere il tuo fantastico mondo. Se siete incuriositi anche voi di vedere il resto delle foto di Sara, potete visitare il suo Instagram: @pattyforever

Autore: Wilder Biral – Fotografo, iPhoneografo, Artista…

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